TRASFERTA AMARA AD AOSTA: SI TORNA A GHEMME PER GARA 3

Non va a buon fine la lunga trasferta di Aosta, dove gli Spartans non riescono a chiudere la serie a domicilio al PalaMiozzi.
Nonostante il rientro di Galzerano e un gran secondo tempo giallonero, i ghemmesi, rimasti orfani del proprio coach al terzo quarto per via dell’assurdo doppio tecnico dato senza aver aperto bocca, non sono riusciti a cogliere l’occasione di strappare la semifinale con una gara di anticipo.
Complice una gara sottotono per due quarti, con molteplici errori, e una direzione di gara con un metro indefinito, Eteila riesce a pareggiare la serie nell’ultimo possesso del match, rimandando il verdetto a gara 3 domani al PalaPonti.

Avvio di gara abbastanza deludente per entrambe le compagini, le quali non riescono a inaugurare l’anello per quasi due minuti.
A bucare la retina per prima è Aosta che si affida alla rapidità di Parolo Daudry e Hervè Lillaz per indirizzare il match fin dalle prime battute.
Per i gialloneri il canestro sembra un acerrimo nemico: i ragazzi di coach Facchin ci provano da ogni posizione, forzando pochissimo e trovando quasi sempre tiri in ritmo, anche sotto canestro ma la palla non ne vuole sapere di andare in fondo alla retina, infatti, dopo più di due minuti e mezzo, è il neo entrato Vintonyak a battezzare il ferro dalla lunetta.
Nonostante un inizio complicato e la prima tripla subìta da parte di D’Arrissi, gli Spartans non si arrendono e stringono le maglie difensive per rientrare immediatamente nel match: Vintonyak e Huti provano a imporsi nella metà campo offensiva ma più volte vengono surclassati dalle botte avversarie, mai redarguite, e i gialloneri si trovano sempre più in difficoltà.
Sulla seconda tripla di Parolo Daudry, che porta Aosta sul punteggio di 11 a 6, coach Facchin chiama timeout, dando la scossa necessaria ai suoi ragazzi: al rientro in campo la squadra gira meglio, trovando buone soluzioni, arrivando in lunetta con continuità e, grazie alla tripla di Fornara e il tiro libero successivo, si riesce anche ad andare in vantaggio di due lunghezze.
All’avvicinarsi della prima sirena è Parolo Daudry a trovare l’occasione che riporta Eteila in pareggio e, a mezzo secondo dalla fine, viene fischiato tecnico a Vintonyak per aver mostrato all’arbitro l’occhio rosso per via di un colpo subìto e non fischiato.
Il punteggio di 14 a 13 delinea il primo parziale.

Nella seconda frazione entrambe le compagini mantengono stesso ritmo e intensità, anche se la differenza sostanziale rimane in un elemento in particolare: i falli.
Con soli due fischi emessi a favore degli Spartans in tutto il quarto, di cui uno a pochi secondi dalla fine, i gialloneri non riescono mai a rimanere tranquilli e trovare tiri puliti, con Aosta che mette molta grinta e intensità, talvolta superando il limite, ma senza mai trovare un fischio contro.
Il punteggio, nei primi cinque minuti del quarto, rimane in equilibrio, senza strappi maggiori di tre punti, ma la fisicità dei contatti rimane un elemento fondamentale di questo lasso di gara: prima è Masella a subire contatti eccessivi, poi Casazza e infine Huti (mai andato in lunetta per tutti i dieci minuti) sul quale coach Facchin chiede spiegazioni ottenendo solo un fallo tecnico e nessuna risposta degna.
Anche se gli Spartans riescono a trovare qualche buon spunto che li porta a mantenere l’equilibrio, è Aosta a trovare il break che spacca la gara: Chiaramello e Hervè Lillaz segnano due triple consecutive che mettono in difficoltà la compagine ghemmese.
Si va all’intervallo col punteggio di 40 a 33, ma la sensazione di aver subìto qualche torto è accesa.

Al ritorno sul parquet si riaprono le “ostilità”, senza però seguire il ritmo della prima parte di gara per almeno tre minuti, dove entrambe le squadre calano fisicamente ed è solo Aosta a trarne vantaggio con il raggiungimento del +10 grazie alla tripla di Hervè Lillaz.
I ghemmesi, chiamati ad una reazione, si affidano alle mani di colui che ha guidato la squadra in gara 1: Maris Huti; il capitano giallonero riesce a trovare qualche buona soluzione che lo porta lunetta (prima volta della gara), rosicchiando qualche punto ai valdostani, i quali decidono di aumentare il ritmo difensivo e l’aggressività.
Proprio a metà quarto arriva un altro punto di svolta della gara: con i gialloneri in attacco che si rifugiano nel gioco in post di Huti, quest’ultimo viene prima raddoppiato e poi triplicato, cercando di trovare uno scarico, ma gli avversari, letteralmente appesi alle sue braccia, non gli permettono di trovare la giusta soluzione e viene incredibilmente fischiato passi; coach Facchin, sbalordito e quasi divertito da questa decisione folle, simula il contatto subìto incrociando le braccia ad altezza petto per reclamare il fallo ma viene sanzionato nevroticamente con il secondo tecnico che lo esclude dalla gara.
Il pubblico, in modo molto sportivo, inizia a gioire e a prendersela con i gialloneri mentre gli Spartans in campo devono portare a termine la loro partita.
Il quarto si conclude con una grandissima reazione ghemmese che porta Huti a conquistarsi molti falli per andare in lunetta, proprio appena dopo l’espulsione del coach, che forse tanti torti non aveva, e la seconda tripla di giornata di Nici che riporta il punteggio a una lunghezza di differenza sul 58 a 57.

L’ultima frazione è quella più complicata per tutti: oltre alla tensione per l’importanza della gara, anche le gambe iniziano a tremare dalla fatica, portando anche alcuni problemi di crampi ai giocatori in campo, stravolti dall’intensità della partita.
A partire meglio, tuttavia, sono i più stanchi: gli Spartans riescono a impartire un mini-parziale efficace nei primi minuti della frazione, difendendo in modo stretto e caparbio, mentre in attacco sono Nici e Vintonyak a trainare la squadra giallonera, che raggiunge il +5.
Aosta, seppur in difficoltà, trova in Saivetto la propria ancora offensiva e, grazie ai tanti rimbalzi offensivi, riesce a mantenere il passo ghemmese.
Quando mancano 3 minuti alla fine, Vintonyak e Nici subiscono una caduta importante dove è il lungo ucraino a uscirne malconcio con un colpo pesante ricevuto sul gomito, ma, per fortuna, gli arbitri fischiano fallo antisportivo per una trattenuta da terra molto pericolosa da parte di D’Arrissi ma la botta del pivot giallonero sembra abbastanza seria e lascia il campo in favore di Huti.
Il tempo scorre e le due squadre sono sempre più prive di energia e devono stringere i denti, ma gli errori sono dietro l’angolo: la palla persa dai ghemmesi porta al contropiede di Parolo Daudry e Fornara accusa i crampi ma deve stringere i denti, mentre Huti deve guardare la gara dalla panchina per il quinto fallo fischiato.
Sul -2 giallonero, con palla in mano agli Spartans, è Masella che butta la tripla del sorpasso a 35 secondi dalla fine, mettendo in difficoltà Aosta; sul possesso successivo i ragazzi di coach Facchin difendono bene ma concedono il rimbalzo offensivo con il quale D’Arrissi firma il contro sorpasso.
Mancano 19 secondi e i gialloneri hanno la palla in mano sul -1.
Si gioca per andare fino in fondo, ma la difesa valdostana regge bene, sullo scarico è Casazza che tenta la tripla, ma va corta e sul rimbalzo difensivo c’è il fallo immediato.
Il 2/2 di Parolo Daudry a 2 secondi dalla fine rende difficilissimo il tentativo di pareggio e, infatti, il tiro di Masella in uscita dal timeout si spegne sul fondo.
La gara finisce 74 a 71.

Tanta amarezza sulla panchina giallonera, la quale non ha saputo approcciare la gara in modo forte e grintoso come il primo match e ha dovuto ricorrere gli avversari fin dai primi minuti.
Nel secondo tempo siamo riusciti a trovare un’ottima reazione vanificata dai tanti errori arbitrali della terza frazione che hanno portato anche all’espulsione di coach Facchin.
Non ci si deve disperare però, domani c’è gara 3 e si dovrà mettere tutta la grinta e voglia di riscatto in campo per conquistarsi la semifinale.

Il commento del coach: “C’è tanta tristezza per questa partita perchè non abbiamo approcciato bene e abbiamo dovuto sistemarci subito, sia a livello offensivo che difensivo, trovando molto spesso un canestro nemico e tanti litigi con il ferro. Nonostante una prima parte di gara non eccellente, siamo stati bravi a recuperare e mettere in campo la garra giusta per andare a riequilibrare i giochi, però trovando dei fischi ostili e un metro non coerente in entrambe le metà campo e, come ciliegina, la mia espulsione senza aver proferito parola.
Ma anche contro queste difficoltà abbiamo dato tutto e questo comporta anche a rischiare le giocate che possono finire in palloni persi e scelte sbagliate, che alla fine ci sono costati questa gara 2.
Ora dobbiamo stare tranquilli e tornare a giocare al PalaPonti domani, dove, con il rientro di Zanoli, abbiamo il dovere di dare tutto per conquistare l’accesso alla semifinale.”

Tutto rimandato a domani dunque, dove gli Spartans e Aosta si affronteranno per l’ultima volta in questa finale per accedere al prossimo turno.
Oltre alle energie fisiche, conteranno molto i nervi e la concentrazione, che non dovranno mai essere perse per provare a ottenere il biglietto per la semifinale.
Arriva il momento della prima resa dei conti: non si può sbagliare.
Ore 21.15 al PalaPonti.
Crederci.

Di seguito i tabellini:

Eteila Aosta – Spartans 74-71
(14-13, 40-33, 58-57)

Aosta: Giordano 2, Saivetto 8, Lillaz H. 14, Parolo Daudry 17, Verrando 2, Chiaramello 3, D’Arrissi 16, Chevrier 2, Lillaz A. 3, Paba 1, Marrari, Nacci 6. All. Colombini/Rossi.

Spartans: Fornara 12, Galzerano, Masella 4, Fontaneto ne, Bonelli, Huti 24, Vintonyak 11, Nici 14, Casazza 6. All. Facchin.


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